Carlotta Ragazzini, 19 maggio 2026

"Nella vita non siamo definiti da quello che ci capita, ma da come reagiamo."

Con queste parole, questa mattina Carlotta Ragazzini, 24 anni di cui gli ultimi 10 su una carrozzina, ha spiegato a circa 120 alunni della nostra scuola come è stato possibile diventare medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Parigi e orgoglio della Nazionale italiana di tennistavolo.

Carlotta ha fatto percepire come la vera forza non risiede nell’assenza di ostacoli, ma nella capacità di affrontarli con un sorriso luminoso e una grinta incrollabile, trasformando il silenzio dell’attenzione in un’energia potente e vibrante.

Ha raccontato la sua "reazione" alla vita: dalla malattia diagnosticata a soli 18 mesi fino a quella scintilla scoccata quasi per caso a 14 anni, durante la rieducazione a Imola, quando il rumore di una pallina da ping pong ha cambiato per sempre il suo destino. Da quel momento, la sua risposta a ciò che le era capitato è stata fatta di passione, sacrificio e disciplina, portandola fino al podio più emozionante del mondo, dove il primo pensiero è andato ai sacrifici dei suoi genitori.

Il messaggio che ci ha lasciato è un invito alla rinascita: “Seguite le vostre passioni con impegno, non mollate mai. Ogni ostacolo può essere superato”. Non è stata solo una testimonianza sportiva, ma una vera lezione di vita.

Questa esperienza assume un significato ancora più profondo per i nostri studenti che, a partire da domani, saranno impegnati al Pala BCC Romagnolo come collaboratori ai Campionati Italiani Paralimpici. Dopo aver ascoltato Carlotta, il loro compito di raccogliere e restituire quelle palline non sarà più un semplice gesto tecnico, ma un atto di vicinanza a storie di straordinaria resilienza.

Carlotta ci ha dato dimostrazione che, nonostante gli alti e bassi, siamo noi gli architetti della nostra risposta al destino. Perché, alla fine, ciò che ci contraddistingue non è l’evento, ma la forza straordinaria della nostra reazione.

Si ringrazia la Federazione Italiana Tennistavolo per l'opportunità concessa.