Circolare per Mathias

“Cosa sarà che fa crescere gli alberi e la felicità? Che fa morire a vent'anni anche se vivi fino a cento?”
Di anni, Mathias, ne avevi dodici compiuti da poco. Dodici anni sono davvero pochi, un soffio per molti, ma sono abbastanza per radicarti nel cuore di chi ti incontra. Dodici anni densi in cui hai scavato nei cuori come solo la goccia sa fare lentamente dentro la roccia: adesso che non ci sei, quella roccia è voragine.
Mathias, come faremo adesso che nella tua classe ci sarà un banco vuoto? Come faremo a pensare a te senza poter parlarti? Io credo che nessuno siederà al tuo posto: penso che riempiremo quel banco di fiori, di ricordi e di pensieri per te, in attesa che tu li prenda e li porti via.
Domani, intanto, si torna in classe: le brevi e “serene” vacanze di Pasqua sono finite. Alla prima ora, i tuoi compagni andranno nel laboratorio di arte: ci sarà la prof.ssa Giunchi che, come sai, non è una docente di arte, ma domani abbiamo bisogno di spazio per pensare a te, scrivere e raccontare di te, e il laboratorio di arte è più grande dell’aula della tua 1^D.
I tuoi compagni potranno portare dei fiori o qualsiasi oggetto in tua memoria, e vorremmo lasciarli sul tuo banco.
Intorno alle 10.00, io andrò a prendere i tuoi compagni di classe dal laboratorio di arte: in quel silenzio così raro per la scuola, preleveremo i fiori e tutto quello che è stato portato per te, e sceglieremo un luogo in giardino che dedicheremo a te. In giardino perché vorremmo che fosse sotto il sole, nel tepore della rinascita che ci porta la primavera.
Alle 10.15, la scuola intera si fermerà nel cortile: chi vorrà, potrà depositare fiori ed altri oggetti per te: proveremo a stare zitti per un po’, un minuto, non di più perché un minuto è già tanto per sentire la tua mancanza. Il tempo di un fulmine e di un tuono. E poi la pioggia delle nostre lacrime.
Ciao Mathias, mancherai a tutti.
Cesena, 7 aprile 2026





