Facciamo Scuola: dialogo e competenze per una scuola attiva

La scuola che non ti aspetti: perché per educare alla libertà serve un intero ecosistema
Oggi genitori e figli si trovano a navigare in un mare digitale e sociale sempre più tempestoso, dove le bussole tradizionali sembrano non bastare più. Il vero "gap" non è tecnologico, ma relazionale: è la difficoltà di tradurre la complessità della vita reale tra le mura scolastiche. In questo scenario, tra gennaio e marzo 2026, prenderà vita a Cesena "FACCIAMO SCUOLA: DIALOGO E COMPETENZE PER UNA SCUOLA ATTIVA".
Non si tratta del solito corso di aggiornamento, ma di un intervento strategico figlio del Decreto 3587, finanziato con un investimento mirato. L’obiettivo è ambizioso: trasformare la scuola in un vero ecosistema formativo capace di generare anticorpi culturali contro la violenza e il pregiudizio.
Ecco le 5 lezioni fondamentali che questo progetto ci insegna per costruire la scuola del futuro.
--------------------------------------------------------------------------------
1. La genitorialità è un software che va aggiornato (costantemente)
Siamo onesti: la genitorialità è cambiata più velocemente dei genitori. Non basta saper impostare un parental control se non si comprendono le nuove libertà identitarie che i nostri figli abitano ogni giorno. Il progetto "FACCIAMO SCUOLA" propone laboratori intergenerazionali come "Genitori & Figli Online", dove il dialogo diventa lo strumento per smontare quegli automatismi che ci portano a replicare vecchi schemi.
"La genitorialità è cambiata più velocemente dei genitori: il proliferare delle libertà, per i nostri figli e le nostre figlie, di definire la propria identità di genere ci impone l’urgenza, che è un’opportunità, di mettere a fuoco gli stereotipi in cui siamo immersi e che corriamo il forte rischio di continuare ad alimentare." (L. Gasparrini, Genitori si cresce)
2. Ribaltare la cattedra: se i "maschi" dell'informatica insegnano il rispetto
Una delle mosse più coraggiose del progetto riguarda l’ITT Pascal. In un istituto a larga maggioranza maschile, dove le competenze tecniche sono di casa, gli studenti non saranno solo esperti di codice, ma diventeranno "Ambasciatori Digitali".
Questa scelta non è casuale. Coinvolgere giovani uomini nel ruolo di tutor per i propri pari significa scardinare dall'interno l'idea che la tecnologia sia un terreno di dominio o di prevaricazione. Attraverso la peer education, questi studenti diventano i primi testimoni di una nuova "maschilità" che mette la competenza al servizio della sicurezza e del rispetto, dimostrando che la responsabilità online è la forma più alta di cittadinanza attiva.
3. Una "cassetta degli attrezzi" per costruire anticorpi culturali
Cyberbullismo, fake news e tossicità digitale sono i virus del nostro tempo. Per combatterli, Lorenzo Gasparrini parla della necessità di una "cassetta degli attrezzi" filosofica; il progetto la traduce nel Digital Safety Kit. Questo strumento non serve a vietare, ma a fornire gli anticorpi necessari per riconoscere gli squilibri di potere e la violenza nascosta dietro un commento o un meme.
Il kit diventa il cuore pulsante dei workshop, focalizzandosi su:
- Pensiero critico: per decodificare i messaggi e non subire passivamente gli algoritmi.
- Analisi delle fake news: per imparare a distinguere la realtà dalla manipolazione.
- Uso responsabile dei social: per abitare lo spazio pubblico digitale con etica.
- Comunicazione non violenta: per abbattere la polarizzazione tra "forza e sensibilità" e valorizzare le differenze.
4. La Scuola come "Hub di Comunità" dalla periferia al centro
La scuola non può essere un'isola. Il modello di Cesena crea una rete formalizzata che unisce le scuole medie "Viale della Resistenza" e "Via Anna Frank", coprendo il territorio dalla periferia nord alla periferia sud. Ma la vera forza è l'integrazione con il tessuto sociale:
- Il CRIAD (Università di Bologna) garantisce la qualità scientifica dell'innovazione tecnologica.
- Apeiron ODV porta in aula la lotta contro la violenza sulle donne.
- L'Associazione Alighieri APS garantisce continuità nel post-scuola.
- La Cooperativa Sociale Don Milani si occupa della formazione specifica per genitori ed educatori.
- Psichedigitale APS analizza l'impatto emotivo delle tecnologie.
Questa rete trasforma il progetto in una "buona pratica" sostenibile, dove il monitoraggio costante e la trasparenza assicurano che ogni euro investito generi valore sociale reale.
5. Oltre i voti: misurare il coraggio della libertà
Il successo di "FACCIAMO SCUOLA" non si misurerà solo nei numeri (1000 studenti e 500 genitori coinvolti), ma nella variazione della consapevolezza. Attraverso questionari pre e post-intervento, il progetto analizzerà come cambiano le percezioni dei ragazzi sui rischi online e sugli stereotipi di genere.
L’obiettivo finale è formare uomini e donne capaci di cura, non solo di performance. Educare alla libertà significa avere il coraggio di lasciare che i figli definiscano se stessi al di fuori dei binari prestabiliti.
"Diventare genitori è un’opportunità per prendere coscienza degli automatismi con cui assecondiamo pregiudizi e stereotipi di genere che inquinano le nostre relazioni, per fornire agli uomini e alle donne di domani gli strumenti per riconoscerli, instillare in loro anticorpi e infondere il rispetto delle differenze e la cura delle libertà." (L. Gasparrini, Genitori si cresce)
--------------------------------------------------------------------------------
Conclusione: Un invito alla partecipazione attiva
La scuola del futuro non è fatta solo di mura e programmi, ma di dialoghi costanti e competenze condivise tra generazioni diverse. Il progetto che partirà a inizio 2026 ci ricorda che l'educazione è una responsabilità collettiva che richiede di mettersi in gioco in prima persona.
Siamo pronti a mettere in discussione i nostri automatismi e i nostri pregiudizi per costruire, insieme alla scuola, uno spazio di vera libertà per i nostri figli?





